Francesca Longhini

Wood Sail (legno inciso, marmolina, pigmento e grafite, 2014)

Wood Sail (legno inciso, marmolina, pigmento e grafite, 2014)

1985_Francesca Longhini
di Laura Fanti

Tra le infinite domande che si pone chi scrive di arte le più impellenti riguardano il processo creativo. Non propriamente l’elaborazione concettuale, piuttosto il passaggio dall’ideazione all’opera ultimata. Cosa accade se un segno, un’impronta o un gesto qualsiasi, una volta trasposti non rispondono alle aspettative originarie dell’artista? Dove ci si può fermare o ricominciare? La possibilità dell’errore all’interno di questo processo può diventare ostacolo aprioristico o arricchimento, anche se di volta in volta avremmo bisogno di stabilire cosa si intende per “errore”, rendere riconoscibile e tradurre il momento esatto dell’adesione del gesto all’idea.
Queste riflessioni mi hanno avvicinato al lavoro di Francesca Longhini. Francesca non esita davanti alle sue tele, anzi, se sono storte, “imbarcate”, tanto meglio, perché renderle pure, adattarle a un cliché? Appena interviene, l’artista non pensa a stratificare, imporre una visione, piuttosto lascia che sia il colore a rivelare ciò che è preesistente o inaspettato. Questo intervento si traduce sulla tela, sul legno, ma anche sul marmo: in lavori come Limite-2013 (olio su marmo di Carrara e cemento) lo stridente contrasto tra la leggerezza dell’olio, seppure di un colore vivissimo, e i materiali, apparentemente eterni e immobili, crea dissonanza ma al tempo stesso una possibile risposta di integrazione.
Forse è proprio qui che si risolve il dissidio tra la paura dell’errore e l’accettazione del risultato, l’artista a riguardo mi dice: «La fiammata rosso cadmio ha scelto di fuoriuscire dal punto di unione tra due materiali diversi per natura e per valenza simbolica. Tra il marmo bianco di Carrara, forse il marmo per eccellenza della tradizione scultorea italiana, e il cemento, materiale decisamente meno nobile e senza quell’aurea sacrale ed estetizzante. Un incidente sul limite, una sottolineatura cromatica non premeditata, che ha dato vita ad un insperato risultato».
Nell’accettare o meno quel risultato risiede ogni volta la sfida per l’artista.

WHO IS: Francesca Longhini è nata nel 1985 a Brescia, dove vive e lavora. Ha studiato all’Accademia Santa Giulia, che l’ha premiata nel 2007 (Giovane Arte Bresciana). La sua prima personale, Squeezing, si è tenuta nel 2013 da Margini Arte Contemporanea (Massa); tra le sue mostre collettive più recenti cito Interferenze (marzo 2014) alla Galleria Massimodeluca (Venezia-Mestre) e Teletrasporto (febbraio 2014) da Van der Gallery (Torino). A luglio sarà presente in una collettiva al Piccolo Miglio del Castello di Brescia, mentre per una prossima personale dobbiamo attendere l’autunno (da Workbench a Milano).

Pubblicato su Espoarte n. 85, giugno 2014

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